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Alberto Giacometti al Guggenheim di New York

Un’antologica completa, a cura di  Megan Fontanella del Guggenheim e Catherine Grenier, direttore della Fondation Giacometti di Parigi con Mathilde Lecuyer-Maillé e Samanta Small, che copre l’intera carriera del grande artista svizzero con oltre 175 lavori in esposizione NEW YORK - Si intitola “Giacometti” la mostra che dall’8 giugno viene ospitata al Guggenheim di New York dove resterà visitabile fino al 12 settembre 2018.  Sono 175 i lavori esposti, tra sculture, dipinti e disegni, alcuni dei quali mai stati mostrati negli Stati Uniti, ma anche documenti e immagini d’archivio.  Si tratta di una rassegna che in qualche modo ricorda anche la  relazione storica tra lo stesso Museo Guggenheim e Giacometti. Il Museo newyorkese aveva infatti organizzato nel 1955 la prima presentazione museale dell’opera di Giacometti, che fu anche la prima mostra dedicata dal Guggenheim alla scultura moderna. Nel 1974 il Museo propose una retrospettiva omaggiando ancora una volta l’artista, di cui alcune opere sono anche conservate nella collezione del Museo.  Il percorso espositivo ricostruisce l’intera carriera dell’artista, soffermandosi anche sul suo metodo di lavoro, documentato da una serie di fotografie, schizzi, diari.  Le filiformi figure, che testimoniano la sua cifra stilistica inconfondibile sono disseminate lungo la rotonda del museo, tra queste in particolare “L’homme qui marche” (L'uomo che cammina), battuta nel 2010 all'asta da Sotheby's per circa 75 milioni di euro, il prezzo più alto mai pagato per un'opera d'arte che non sia un quadro. La mostra è stata resa possibile anche grazie al sostegno di Lavazza. Francesca Lavazza, Membro del Consiglio di Amministrazione dell’azienda e Membro del Board of Trustees della Solomon R. Guggenheim Foundation, ha dichiarato: “Lavazza è lieta di collaborare con la Solomon R. Guggenheim Foundation alla realizzazione di questa ambiziosa mostra dedicata alle opere di Alberto Giacometti, uno degli artisti più influenti e innovativi del 20° secolo. Il nostro sostegno a questo progetto conferma la visione che condividiamo con il Guggenheim: l’arte offre momenti di riflessione e scoperta, contribuendo a costruire percorsi sensoriali verso un futuro migliore. Trasformando materiali grezzi in qualcosa di completamente nuovo  le opere di Giacometti catturano perfettamente il disagio del periodo storico in cui sono state concepite, ossia l’onda lunga del secondo dopoguerra. Una mostra ambiziosa, che dimostra la volontà di non avere paura nei momenti di avversità”. {igallery id=5853|cid=1028|pid=1|type=category|children=0|addlinks=0|tags=|limit=0} ...

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